Falsi Benevento

All’inizio del 2006, sul sito d’aste online eBay.it, mi sono imbattuto per caso in una teca contenente una reliquia ex ossibus di San Francesco d’Assisi, accompagnata da lettera di autentica emessa nel 1987 dalla Rev.da Curia arcivescovile di Benevento. Sembrava tutto regolare: sigillo in ceralacca sulla teca, timbro della curia, firma autografa del cancelliere. Il documento, però, appariva stampato con una stampante a getto d’inchiostro, per di più a colori, cosa tecnicamente incompatibile con la sua asserita datazione perché in quel periodo questo tipo di stampanti ancora non era stato messo in commercio.

Allora ho fatto ricerche, sempre su internet, sul conto di don Antonio Raviele, firmatario dell’autentica, pensando a una truffa radicale perpetrata utilizzando nomi falsi. Invece questo sacerdote esiste davvero, solo che nel 1987 era prete da appena cinque anni, essendo stato ordinato nel 1982, e quindi ben difficilmente avrebbe già potuto ricoprire il difficile e delicato incarico di cancelliere della Curia arcivescovile beneventana.

Sempre sullo stesso sito, nei giorni successivi, sono state messe all’asta anche altre reliquie simili, con autentiche stavolta datate perlopiù ai primi anni Novanta. Una però, di San Roberto Eremita, risultava datata al 1980, quando don Raviele era ancora in seminario come semplice chierico (il primo gradino della carriera ecclesiastica)… Definitivamente convinto del malaffare mi sono quindi risoluto a contattare telefonicamente don Raviele, avvertendolo dello scempio che veniva fatto del suo buon nome e invitandolo a prendere tutti i provvedimenti necessari. Da lui ho saputo, tra l’altro, che la sua nomina a cancelliere risale al 1997, per cui anche la massa di autentiche comparse su eBay con datazioni attorno al 1991 è da considerarsi contraffatta.

Lo sfortunato don Raviele, messo così sull’avviso, ha immediatamente agito a tutela della propria reputazione, sporgendo regolare denuncia contro i falsari. Infatti sul sito eBay Italia sono subito sparite le inserzioni relative a reliquie accompagnate da autentiche a lui fraudolentemente attribuite. Purtroppo le sue disavventure con i falsari non sono affatto finite lì.

Subito dopo, infatti, altre inserzioni simili, e molto più numerose, hanno cominciato ad apparire su eBay.com (il sito statunitense), ad opera di un commerciante d’oggetti sacri olandese che si firma “religiousstatue”.

Ho scaricato le foto di molte decine di queste teche, tutte false (una, di San Filippo Neri, datata addirittura al 1956, e don Raviele è nato nel 1958; un’altra, di Santa Caterina da Siena, datata al 1961, quando don Raviele girava ancora in passeggino…) e tutte contenenti presunte reliquie di santi molto importanti, che nelle aste hanno puntualmente spuntato prezzi sull’ordine delle varie centinaia di dollari americani.

Don Raviele ha subito provveduto a tutelarsi anche in tale sede, e infatti da tempo eBay.com non ha più offerto in vendita “reliquie” “autenticate” a suo nome. Tra l’altro, ho notato che il falsario metteva nelle teche briciole di due soli diversi tipi d’osso, palesemente sempre gli stessi: uno è giallastro-rossiccio, di aspetto oleoso (resti di qualche pranzo a base di carne bollita?), l’altro biancastro farinoso. Basta confrontare quattro cinque di queste teche e la cosa risulta immediatamente evidentissima.

GUIDO