Falsi "Inca"

Dobbiamo essere molto grati a Nick, un assiduo frequentatore del nostro sito, se oggi siamo in grado di smascherare una nuova, gravissima falsificazione di reliquie cattoliche. Forse una delle più raffinate ed insidiose tra quelle finora riscontrate nello svolgimento del nostro ministero.

Da diversi mesi stiamo assistendo, su internet, alla messa in vendita di una grande quantità di reliquie false che, stando alle relative lettere di autentica quasi sempre presenti, per la maggior parte sigillate e firmate (almeno in apparenza) da padre Florio Alessandro Tessari, Postulatore generale dei Frati Minori Cappuccini, sarebbero dovute provenire dalla Curia generalizia di quest'ordine religioso. Ed essere quindi di autenticità pienamente garantita.

Il venditore è sempre lo stesso individuo, un tale "pumukyelectroduende", di Inca, nelle isole Baleari (Spagna), che risulta attivo su eBay dal 13 giugno 2006. Prima che fossimo costretti a posare gli occhi su di lui e sulla sua infame attività, "pumukyelectroduende" è riuscito a portare a termine oltre sessanta transazioni commerciali, consistenti quasi tutte nella vendita di "reliquie" (o, per meglio dire, di chissà quali immondizie presentate come tali). Noi, per via delle regole di eBay, abbiamo potuto verificare soltanto i suoi traffici relativi agli ultimi tre mesi: l'indagine è stata comunque sufficiente a delineare un profilo esatto ed inequivocabile di questo infame bottegaio, simoniaco e truffaldino.

Finora questo imbroglione, tecnicamente ben attrezzato e molto scaltro, era riuscito a rimanere nell'ombra grazie a diversi sporchi trucchi:

  1. Innanzitutto, si è assunto il rischio di falsificare le firme di persone reali e viventi, cosa che in genere un possibile compratore non si aspetta perchè ciò costituisce un grave reato penale, che implica pesanti conseguenze giudiziarie qualora si venga scoperti dall'interessato;

  2. Si è dotato, per corroborare le autentiche, di un timbro a secco, cosa che in genere i falsari non fanno per via del costo abbastanza elevato di un simile attrezzo di cancelleria;

  3. Ha badato di imitare il più fedelmente possibile la grafica delle vere autentiche rilasciate dai vari ufficiali ecclesiastici che ha preso di mira;

  4. Ha sempre pubblicato annunci eBay corredati da fotografie di pessima qualità, che se da un lato, in genere, scoraggiano gli eventuali compratori, dall'altro (come infatti è avvenuto) ritardano o addirittura rendono impossibile la scoperta delle truffe;

  5. Inoltre, per lungo tempo, "pumukyelectroduende" si è limitato a falsificare prevalentemente reliquie di santi e beati dell'ultima persecuzione religiosa spagnola. Queste, come tutti sanno, sono molto numerose, e di conseguenza molto facilmente sarebbero potute essere in possesso di un moderno compatriota dei personaggi di appartenenza.

In quest'ultimo periodo, però, l'avidità di facile guadagno ha indotto il falsario spagnolo ad abbandonare la sua abituale prudenza e a mettere in vendita, sempre accompagnate da "autentiche" a presunta firma del padre Tessari, inverosimili reliquie "ex capillis" di San Pio da Pietrelcina (n. eBay 190256095355) o di Santa Maria Bernarda Soubirous (n. eBay 190257017041).

Questo da parte sua è stato davvero un grave errore, e il nostro amico Nick si è subito insospettito segnalandoci provvidenzialmente la cosa. Le persone bene informate, infatti, sanno molto bene che la Postulazione generale della causa di padre Pio non ha mai confezionato sue reliquie di prima classe, comprese quindi anche quelle "ex capillis"; e che la causa di canonizzazione di Bernadette Soubirous non è stata portata avanti dai Cappuccini, per cui sarebbe stato impossibile non solo che la Curia generalizia di questi frati possedesse reliquie sfuse della veggente di Lourdes, ma soprattutto che si permettesse di metterle in circolazione violando specifiche prerogative altrui.

Immediatamente raggiunto al telefono, come c'era da aspettarsi il padre Florio Tessari è caduto dalle nuvole, confermando di non aver mai confezionato, autenticato e distribuito simili reliquie. E naturalmente, ora, si riserva di agire legalmente contro il falsario che ha abusato del suo nome.

Appurate dunque queste prime due gravi falsificazioni, era ovvio che il dubbio dovesse estendersi anche a tutte le altre reliquie commercializzate su eBay da "pumukyelectroduende", che materialmente apparivano del tutto simili ad esse. Il risultato è stato desolante: infatti si tratta in tutti i casi di reliquie false, le cui teche e le cui autentiche sono state confezionate usando sigilli, timbri e firme false. Eccone un elenco almeno parziale, che pubblichiamo affinchè i loro sfortunati compratori possano eventualmente restituirle al venditore e pretendere da lui il rimborso dovuto:

  1. "EX OSSIBUS" della B. MARIA JESÚS MASIÀ FERRAGUT, teca con autentica (#190252619048) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  2. "EX OSSIBUS" del B. LUIS PALMENTIERI DA CASORIA, teca con autentica (#190252005065) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  3. "EX CAPILLIS" di S. M. BERNADETTE SOUBIROUS, teca senza autentica (#190247557033);

  4. "EX OSSIBUS" del B. PACÍFICO DA VALENCIA, teca con autentica (#190250676647) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  5. "EX PELLE" di S. M. BERNARDAE SOUBIROUS, teca con autentica (#190246240238) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  6. "EX OSSIBUS" del B. RAFAEL GUÍZAR Y VALENCIA, teca con autentica (#190248978068) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  7. "EX OSSIBUS" della B. MILAGROS ORTELLS, teca con autentica (#190248977593) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  8. "EX OSSIBUS" della " B. MARIA JESÚS MASIÀ FERRAGUT, teca con autentica (#190248979923) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  9. "EX OSSIBUS" dei BB. MM. OF SPANISH CIVIL WAR, teca con autentica (#190248979295) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  10. "EX OSSIBUS" dei BB. FIDEL e BONAVENTURA DE PUZOL, teca con autentica (#190247516085) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  11. "EX OSSIBUS" del B. BERARDO DE LUGAR NUEVO, teca con autentica (#190247521047) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  12. "EX OSSIBUS" del B. LUIS PALMENTIERI DA CASORIA, teca con autentica (#190247519958) firmata Florio Tessari, data illeggibile;

  13. "EX OSSIBUS" del B. PACIFICO DA VALENCIA, teca con autentica (#190246285615) firmata Florio Tessari, 10 ottobre 2004;

  14. "EX VESTE" del B. BRAULIO MARÍA CORRES DÍAZ DE CERIO, O.H., teca senza autentica (#190236481081);

  15. "EX CAPILLIS" di S. ANGELA DE LA CRUZ, teca con autentica (#190240855710) firmata Luca De Rosa, 26 ottobre 2006;

  16. "EX OSSIBUS" di S. ALBERTI CHMIELOWSKI, teca con autentica (#190239637018) firmata Renata Ladislava Bobrowska, 25 luglio 2007;

  17. "EX CAPILLIS" di S. ANGELA DE LA CRUZ, teca con autentica (#190243741477) firmata Luca DeRosa, 26 ottobre 2006;

  18. "EX OSSIBUS" della B. FRANCISCA MARIA RUBATTO, teca con autentica (#190241609507) firmata Paolino Rossi, 10 ottobre 2004;

  19. "EX CARNE" di SAN ANTONIO MARIA CLARET, teca senza autentica (#190236655393);

  20. "EX CARNE" di S. M. BERNARDA SOUBIROUS, teca con autentica (#190239637731) firmata Florio Tessari, 18 aprile 2005;

  21. "EX OSSIBUS" della B. MARIA ANA MOGAS FONTCUBERTA, teca con autentica (#190240336190) firmata Teodoro Zamalloa, 6 ottobre 1996;

  22. "EX VESTE" di SAN PIO X P.M., teca senza autentica (#190236517472).

Oltre alla diretta testimonianza del padre Florio Alessandro Tessari, cos'altro prova che tutte queste reliquie siano state miseramente falsificate? I riscontri sono numerosi.

Notiamo anzitutto che, pur essendo teoricamente venute da ben sei postulatori diversi, in un arco temporale di oltre dieci anni, esse, stranamente, appaiono essere state confezionate usando sempre lo stesso tipo di teca in metallo dorato, del tipo "a margherita", prodotto in Italia dalla Fonderia Zaffo. Evidentemente il falsario, avendo progettato fin dall'inizio di portare avanti una truffa in grande stile, deve aver comprato all'ingrosso una grande quantità di teche tutte uguali, per risparmiare sulle spese.

Il falso sigillo che è stato usato per sigillare queste teche con la ceralacca è rotondo, di dimensioni non precisabili, e mostra al centro lo stemma francescano circondato dalla scritta: POSTULATOR GENERALIS (figura 1). Esso compare, sempre identico, sia sulle teche che si vorrebbero essere state sigillate dai padri Paolino Rossi e Florio Tessari, Cappuccini; sia su quelle che si vorrebbero essere state sigillate dal padre Luca De Rosa, Frate Minore. Cosa evidentemente assurda, come dimostra il riscontro dei veri sigilli usati dalla Postulazione generale dei Cappuccini e da quella dei Frati Minori, che appaiono nettamente diversi. Il sigillo della Postulazione dei Cappuccini infatti è rotondo, con un diametro di cm. 1,2, e reca al centro lo stemma francescano contornato dalla scritta: POST(ulator). GEN(eralis). ORD(inis). M(inorum). Cap(puccinorum). Anche il sigillo della Postulazione dei Frati Minori è di forma circolare, ha un diametro di cm. 1,4, e attorno allo stemma francescano mostra la scritta: SIG(illum). POST(ulatoris). GEN(eralis). O(rdinis). F(ratrum). M(inorum).

Stesso discorso anche per il timbro a secco usato per corroborare le autentiche. Sia sui documenti attribuiti dal falsario al postulatore dei Cappuccini, sia su quelli attribuiti al postulatore dei Frati Minori, sotto la firma dell'interessato compare sempre lo stesso timbro rotondo, con al centro lo stemma francescano contornato dalla scritta: POSTULATOR GENERALIS CAUSARUM, racchiusa entro doppia cornice continua. I veri timbri usati dai Cappuccini e dai Frati Minori sono invece diversi. Quello dei Cappuccini è rotondo, grande, con un diametro di cm. 4.3. La scritta attorno allo stemma francescano centrale è identica: POSTULATOR GENERALIS CAUSARUM, ma sono ben diverse le cornici entro le quali essa è racchiusa, che non sono continue ma perlinate. Inoltre la cornice più esterna del timbro autentico è costituita da una corona di piccoli gigli, che nel timbro falso manca del tutto. Il vero timbro dei Frati Minori, poi, con quello usato dal falsario non ha proprio nulla in comune. Esso, infatti, non è di forma circolare ma di forma ogivale (come i sigilli medievali), allo stemma francescano unisce anche le figure del Santissimo Nome e della Madonna Immacolata, e la sua iscrizione di contorno recita: SIGILLUM POSTULATIONIS GENERALIS FRATRUM MINORUM / ROMAE / DEUS MEUS ET OMNIA. Inoltre il Postulatore generale dei Frati Minori, per tradizione, imprime il proprio timbro sul margine sinistro dei documenti: nei falsi messi in vendita da "pumukyelectroduende", invece, il timbro appare sempre sovrapposto alla firma, consuetudine diplomatica che è propria solo del Postulatore generale dei Cappuccini. Infine il falsario, sfacciatamente, ha usato il suo falso timbro a secco "francescano" per corroborare presunte "lettere d'autentica" che si sarebbero volute far credere compilate da religiosi appartenenti anche ad altri ordini: come il padre Teodoro Zamalloa, Trinitario, e la madre Renata Ladislava Bobrowska, delle Suore Albertine Serve dei Poveri (una moderna congregazione religiosa polacca).

Veniamo ora alle firme, tutte rigorosamente autografe, del padre Florio Alessandro Tessari (figura 3), del padre Paolino Rossi (figura 4), del padre Luca De Rosa (figura 5), del padre Teodoro Zamalloa (figura 6) e della madre Renata Ladislava Bobrowska (figura 7). Se messe l'una vicino all'altra, nonostante il fatto che, almeno in teoria, sarebbero dovute appartenere a cinque persone diverse, esse appaiono subito tutte non solo di pugno della stessa persona, ma addirittura tracciate usando la stessa penna nera (si direbbe del tipo ad inchiostro liquido). Inutile dire che, se raffrontate con le vere firme di queste cinque persone, queste firme false appaiono macroscopicamente differenti. Sarà utile notare, comunque, che il vero padre Luca "De Rosa" si firma scrivendo il proprio cognome con l'iniziale dell'articolo determinativo "DE" maiuscola, mentre il falsario, sciattamente, usa sempre la minuscola e scrive "de Rosa".

Per concludere questo esame critico, si è già detto che le false "lettere d'autentica" di cui stiamo trattando, dal punto di vista grafico, appaiono in genere una buona imitazione dei documenti originali. Il tipo di carta sul quale sono state stampate (con una stampante laser collegata a un computer), però, non corrisponde mai a quello effettivamente usato presso le quattro diverse postulazioni generali chiamate in causa. Non mancano inoltre errori rivelatori, sia dal punto di vista linguistico (cioè nell'uso del latino), sia dal punto di vista diplomatistico. Gli sbagli più clamorosi ricorrono nelle due autentiche compilate a nome del padre Luca De Rosa, postulatore generale dei Frati Minori (figura 8). In esse, infatti, non solo si osserva il già ricordato utilizzo erroneo del timbro, ma compare anche un'intestazione infarcita di errori pacchiani, indegni non solo dell'alto ufficiale ecclesiastico ed esimio studioso di storia del cristianesimo al quale il falsario avrebbe voluto attribuirli, ma perfino di uno studente liceale alle prime armi. Eccone la trascrizione: "FR(ater) LUCAE (sic!) DE ROSA / Causarum Servorum Dei Ordo (sic!) Fratrum Minorum, O.F.M. (sic!) / Postulator Generalis". Il falsario, quindi, mostra di non sapere che in latino, al caso nominativo, Luca si scrive "Lucas", mentre "Lucae" può essere caso genitivo o dativo; non sa che il nome completo del padre De Rosa è "Luca Maria", come sempre viene specificato nelle sue vere lettere d'autentica; come prima aveva confuso nominativo con genitivo della prima declinazione, subito dopo il falsario, all'opposto, confonde genitivo con nominativo della terzadeclinazione, scrivendo "Ordo" anzichè "Ordinis"; inoltre ripete "O.F.M." dopo " Ordo Fratrum Minorum", non sapendo evidentemente che si tratta di un semplice acronimo di quella stessa denominazione. Il falsario, in questo caso, ha palesemente imitato l'intestazione dei documenti propri della Postulazione generale dei Cappuccini, pensando (nella sua ignoranza) che anche per quelli della Postulazione generale dei Frati Minori essa fosse uguale. In testa alle vere lettere d'autentica compilate dal padre De Rosa invece si legge: "FR(ater) LUCAS M(aria) DE ROSA / PROVINCIAE NEAPOLITANAE S(ACRATIS)S(IMI) Cordis iesu / ordinis fratrum minorum postulator generalis. Come si vede, una formula alquanto diversa dalla precedente.

Invitiamo dunque il falsario, se vorrà perseverare in questa sua disonorante attività di truffatore, a ripassare la grammatica latina e a studiare meglio la diplomatica ecclesiastica. Probabilmente potrà dedicarsi a queste necessarie attività culturali una volta che sarà finito dietro le sbarre, immaginiamo molto presto, non appena verrà chiamato a rispondere penalmente di tutti i gravi reati di cui si è reso responsabile a livello internazionale.

GUIDO